AI Through Gen Z Eyes

Per l’83% l’AI è semplice da usare
Gli studenti esprimono un consenso molto ampio sulla facilità d'accesso all'AI. Tuttavia, se da un lato le interfacce conversazionali riducono le barriere d’ingresso, dall'altro questa apparente semplicità tende a mascherare la complessità a carico dell'utente, che per un uso corretto è chiamato a validare le risposte generate.

Per l’84% lavoro umano e artigianalità sono al centro del valore di un brand
Per gli studenti il valore del brand si sposta dalla perfezione tecnica alla curatela umana, intesa come sintesi di direzione artistica, senso etico e capacità di giudizio. Tuttavia, quando l’integrazione dell’IA non apporta un beneficio reale ma persegue la sola visibilità, la percezione della Gen Z si fa critica, segnalando il rischio di un deterioramento della fiducia.

L’85% richiede maggiore trasparenza sull’uso dell’AI
Per la Gen Z la trasparenza non è legata solo ad un adempimento formale o ad un "bollino" visivo, ma costituisce una vera e propria autoregolamentazione etica. Dichiarare apertamente l'utilizzo dell'AI non ne intacca il valore, a patto che il brand rassicuri la propria audience sul fatto che la tecnologia è costantemente guidata, verificata e validata dalla sensibilità e dal controllo umano.